Il San Lorenzo, le strade di Long Sault e delle mille isole.

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C’è un viaggio sicuramente più recente (quello a Cuba) che dovrei finire di raccontare, ma ancora non ce la faccio. Quindi perdo tempo, se così vogliamo dire, tornando a scrivere di un altro pezzetto dei miei viaggi in solitaria, un altro pezzetto di Canada. Non vi racconterò di Montreal – sì, un pochino ve la racconto poi-, che per carità è bellissima, venerata dai canadesi, forse perché tanto europea sotto diversi aspetti, ma io da europea non ci ho trovato niente di speciale (scusami Santa Madre Celine Dion, perché ho molto peccato). Cioè gente, abbiamo Parigi ad un’ora di volo, poche storie. Non vi parlerò di Montreal più che altro perché ci sono stata male, male sono stata trattata da chi mi ospitava e i Quebecchesi sono antipatici, antipatici veri, anche se alla fine sì, la mia partita di Hockey al pub di quartiere mangiando la poutine me la sono guardata lo stesso.

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Quindi, premesso che Montreal non mi è piaciuta – ma è una mia personalissima esperienza,  e c’è chi letteralmente la adora – una mattina, dovendo lasciare la città e volendomi levare dai coglioni il prima possibile, mi sono alzata prestissimo, mi sono messa in macchina, non ho salutato nessuno e sono partita. Le caffetterie erano ancora chiuse, era presto davvero. Parto, andiamo. Ho tutta la giornata e scarsi 500 km davanti a me per riportarmi alla mia amatissima Toronto. Cheffare… cheffareeee… autostrada. La cosa bella, bellissima delle autostrade canadesi è che non hai le città principali come direzione, le grandi uscite, i grandi svincoli. Hai solo le direzioni: West, East. Io torno ad Ovest ragazzi, con il mio bicchierone di caffé è e il mio muffin formato famiglia preso da Tim Hortons (lo starbucks canadese, il cui caffé è di gran lunga più buono perché amaro, amaro davvero), un bicchierone di tè nero e un altro gigamuffin incastrati nel cruscotto, che oh! alla fine 500 km son tanti.

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Prendo la 401, ma dura poco, pochissimo: sulla via, quella verso il West, ora che l’autunno ritardatario si fa vedere un po’ anche qui, le uscite mi indicano qualche strada panoramica… e allora perché no? Non ho vincoli, non ho orari di arrivo, non ho compagni di viaggio, non ho piani. Io devio.

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Prendo la Long Sault Parkway, a circa metà del tratto del fiume San Lorenzo che porta da Montreal al lago Ontario. La strada unisce una manciata di isole passandoci in mezzo, sembra una pista per le biglie. Brevissima (circa 11 km se non ricordo male), vi riporta presto verso le vie principali, ma vale la pena perderci del tempo. Se amate la fotografia, questo posto vi offre scorci stupendi e caratteristici.

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Io la fotografia la amo, ma in  questa parte di viaggio di foto ne ho fatte davvero poche: una forma di egoismo che mi son voluta regalare. Sono posti talmente belli che arrivarci da sola, per caso, con la mia macchinina, per me voleva dire tantissimo. E l’unico mio pensiero è stato, dopo le bestemmie che mi sarebbero giunte da Marta e Sara per non aver scattato quasi niente, che chi voleva vedere quello che stavo vedendo io, forse era il caso che lì ci venisse davvero. Non è il Gran Canyon, non è la Grande Muraglia, non è il Big Reef, non è Roma tutta… è il Canada in una sua parte, piccolissima. Mi fermavo con la macchina e pensavo che le foto le avrei fatte più avanti, che forse quella cosa era mia. Che l’avrei raccontata, ma che solo io l’avrei vista, che valeva la pena prendersi la briga di partire solo per quello.
Prendetevi la briga di partire.

A circa un centinaio di km dalla Long Sault Parkway, il fiume di San Lorenzo e la 401 vi offrono un’altra stupenda strada panoramica: la Thousand Islands Parkway. Si chiama così perché la zona è quella delle Thousand Islands, l’ultima parte del fiume, verso la foce sul Lago Ontario, piena di isolette piccolissime, grandi come giardini o poco più. Sopra le isolette, a volte collegate da ponti e raggiungibili solo via barca, troverete casette e villoni. Un paese di isolette. Anche questa strada non è lunghissima, circa una trentina di km, piacevolmente guidabili e sgomberi dal traffico.

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Insomma, per alcuni il viaggio e la vacanza sono i musei o il relax in spiaggia, per me il viaggio è lungo le strade, con il tempo di pensare e spostarsi al ritmo che decido io.

Qui sotto qualche foto anche di Montreal, che alla fine è bella. L’unico motivo per cui questa città mi è piaciuta è perché a Montreal mi sono trovata con un’amica che non vedo mai, ma che in quanto a viaggi ha da insegnare, perché le donne che si sanno bastare durante un viaggio sono creature rarissime e bellissime (Grazie Ros).
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Ora, botta di culo vuole (falso: era tutto calolatissimo) che a Montreal, nel periodo in cui ci sono stata io – fine settembre 2015- ci fosse la biennale di fotografia e quindi ci fossero un sacco di mostre ed eventi dedicati e davvero bellissimi.

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Siccome a Montreal – nei mesi invernali e non solo – fa freddino, esiste una vera e propria città sotto la città, una serie di strade nella rete metropolitana, in cui troverete tutto quello che vi serve per passare le giornate senza dover mettere il naso fuori al freddo: palestre, negozi, gallerie d’arte, ristoranti etc. I palazzi principali sono collegati tutti alla rete sotterranea, in modo che da un luogo all’altro non ci sia la necessità di uscire e alcuni palazzi, nella zona del “business” cittadino, hanno le strade coperte da un tetto di vetro.

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Per me l’anno del Canada è stato il 2015, ma pare che per il Canada sia quest’anno il compleanno, quindi fossi in voi…

Ah! la verità sul perché ho fatto poche foto sulle parkway: era mezzogiorno, c’era una luce impietosa e ho bruciato tutte le foto (e comunque il vizio di scattare a mezzogiorno non l’ho perso).

San Lorenzo_Alice

 

 

 

 

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