Pii, indovini e amuleti. La Thailandia che non ti aspetti.

“In mezzo agli esseri umani in carne e ossa, dediti ai tanti traffici di una città, da sempre conosciuta per i suoi piacevoli vizi e i suoi irrisolti misteri, vivano tanti altri esseri, invisibili questi, creati dalla fantasia, dall’amore e dal timore della gente. Anche i Thai, come gli altri popoli della regione, chiamano questi esseri pii, spiriti. Perché i pii fossero contenti, stessero in pace e non dessero noia ai comuni mortali, in ogni angolo della città, in ogni strada, davanti a ogni casa c’erano dei tempietti dedicati a loro e la gente si curava di lasciarvi sempre del cibo, dei piccoli elefanti di legno, delle ballerine di gesso, un bicchiere pieno d’alcool e delle belle, profumate collane di fiori di gelsomino.” (Tiziano Terzani, Un indovino mi disse)

Queste “case degli spiriti“, di cui ci parla Terzani, sono praticamente ovunque: condomini, baracche, guesthouse, negozi, aeroporti, alberghi e centri commerciali. Perché sì: nonostante la maggior parte dei thailandesi professi il conservatore buddhismo theravada, nonostante il capitalismo selvaggio, la “modernità”, il boom edilizio che che trivella, sconquassa e violenta la terra, nonostante il turismo di massa, lo skytrain e i paesaggi da cataloghi patinati, è ai pii che ci si rivolge e si implora perdono, che diventano spiegazione irrazionale -ma non per questo meno vera- a torti subiti e a disastri annunciati.

La Thailandia a quanto pare è dunque una terra profondamente animista e superstiziosa. Basti pensare al mercato degli amuleti (oggetti in terra cotta, metallo o pietre raffiguranti monaci popolari, Buddha o divinità indù e benedetti dai maestri con il loro potere spirituale). Ogni Thailandese ne indossa almeno uno: che sia contro la malasorte, per amore o per salute, queste richieste sono in grado di generare un mercato da miliardi di bath. A proposito, il mercato più suggestivo lo trovate a Bangkok, proprio vicino al tempio reale Wat Mahathat .

Consultare un indovino inoltre è quasi la norma prima di prendere qualsiasi tipo di decisione, da un matrimonio all’apertura di una nuova attività (Eh, no. Non stupiamoci tanto: in fin dei conti anche noi aspettiamo con ansia le perle di Brezsny o di Paolo Fox per affrontare la settimana). Quindi, se vi trovate in Thailandia e sentite l’esigenza di alleggerirvi l’anima da qualsiasi fardello o preoccupazione, ma non avete intenzione di spendere soldi in telefonate internazionali al vostro terapista, rivolgetevi a un indovino. Dove trovarli? Facile. Basta semplicemente non lasciarsi abbagliare dall’oro dei Buddha- che volenti o nolenti catalizzano costantemente il nostro sguardo-  e prestare invece attenzione alla quotidianità che si svolge sui marciapiedi, nei parchi e nelle vie più o meno nascoste della città. Mal che vada vi sconsiglierà di non volare per un anno come a Terzani. Lui è riuscito a trasformare quella che sembrava a tutti gli effetti una maledizione in una sfida: “quel divino avvertimento, mi dava l’occasione, direi mi imponeva di introdurre una variante nei miei giorni. (…) Fu una splendida decisione e l’anno 1993 è finito per essere uno dei più straordinari che io abbia passato: avrei dovuto morirci e son rinato”. Provateci anche voi.

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