Costa Azzurra tra arte e mare. Itinerari per un week end.

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Ci sono posti che si visitano una volta, e poi non si smette più di tornare. A me è successo con la Costa Azzurra. Ci sono stata la prima volta da bambina, e già allora rimasi affascinata da quell’aria di mare così diversa a quella cui ero abituata da sempre (che la Liguria proprio schifo non fa, ma la differenza con la Francia si sente e si vede). Da quel momento, ogni volta che ho potuto, sono ritornata: cambiando zona, città, durata, compagni di viaggio. Ma una cosa è sempre rimasta uguale: le aspettative. Sempre altissime, e sempre mantenute. Non sono mai stata delusa da un viaggio in Costa Azzurra. Nemmeno quella volta a Luglio in cui ha piovuto ininterrottamente per sette giorni e sette notti, ed erano le mie uniche vacanze estive. Non ho fatto mare, ma ho scoperto monasteri in mezzo ai boschi, campi di lavanda alla fine del raccolto, roccaforti medievali, villaggi di pescatori e mercati di contadini cocciutamente fermi sotto il diluvio.

Vence
Vence

Ogni volta in Costa Azzurra è una scoperta, perché ogni villaggio è a sé, ogni spiaggia è diversa dalle altre, ogni città ha una sua anima ben distinta.  Il tutto a pochi km dal confine ligure, il che la rende una meta perfetta per un weekend più o meno lungo, soprattutto a inizio estate. Il clima non è ancora torrido, le colline sono verdi e l’acqua del mare, per quanto fredda, è già sfruttabile dai più coraggiosi.

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Questa volta, avendo solo due giorni a disposizione, ho deciso di non allontanarmi troppo dall’Italia e di fermarmi nella zona tra Nizza e Cannes, evitando però le due città principali e dedicandomi un giorno all’entroterra e il successivo alla costa. Abbiamo scelto Vence come base per le nostre esplorazioni: a un quarto d’ora dal mare, abbastanza grande da assicurare tutti i servizi ma abbastanza piccola da non perdere il carattere autentico di un villaggio provenzale arroccato sulle colline, e al centro di un’area dalla densità artistica senza eguali. Sul finire dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, infatti, non c’era grande nome della pittura o della letteratura che non fosse passato da queste parti, magari per restarci e trascorrerci gli ultimi anni di vita. Picasso, Matisse, Chagall, Renoir, D.H. Lawrence, F. S. Fitzgerald: tutti insieme appassionatamente nel raggio di 20 km per dare vita al mito della Costa Azzurra.

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Primo giorno: Vence, St. Paul de Vence, Cagnes sur Mer.

A Vence è Matisse il nome da cui partire: negli ultimi suoi anni di vita costruì e decorò infatti poco fuori città la piccola Chapelle du Rosaire delle monache domenicane. Quello che Matisse concepì in toto, dall’architettura alle vetrate, dai semplici dipinti ai paramenti sacri, è in realtà una piccola e semplicissima chiesetta bianca, piuttosto anonima dall’esterno. Una volta entrati però, la forza della luce e dei colori (solo tre: giallo, blu e verde) sembra avvolgerti in un abbraccio. Sarà stato il silenzio, sarà stato che i turisti americani con la coca-cola in mano (non ce la fanno, è più forte di loro) sono usciti subito lasciandomi da sola, ma la sensazione di assoluta pace è stata fortissima. Se avete intenzione di visitare la cappella, ricordatevi che è ancora un luogo di culto a tutti gli effetti e come tale ha degli orari molto rigidi (venerdì chiusa, sabato aperta nel pomeriggio fino alle 17.30).

La Chapelle du Rosaire di Matisse, Vence
La Chapelle du Rosaire di Matisse, Vence
Vence, città vecchia
Vence, città vecchia
Vence
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A pochi km da Vence, lungo il crinale della collina, trovate St. Paul de Vence, vero piccolo gioiello della zona. Villaggio minuscolo, racchiude tra le mura medievali un concentrato altissimo di gallerie d’arte – più di 90 -, negozietti, finestre fiorite, fontane e scorci incantevoli. Se riuscite, cercate di andarci sul finire del pomeriggio, dopo le cinque, quando i pullman di giapponesi e americani lasciano il posto a quella natura lenta e sonnacchiosa da villaggio provenzale che rimette in pace con il mondo anche dopo la più difficile delle giornate. A St. Paul de Vence Chagall visse gli ultimi anni della sua vita, ed è per questo ricordato ad ogni angolo dagli artisti che gli rendono omaggio. La sua tomba si trova nel piccolo cimitero ai piedi del villaggio.

St. Paul de Vence
St. Paul de Vence

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La tomba di Chagall
La tomba di Chagall

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Cagnes sur Mer che, come dice il nome, è già sulla costa, ospita invece la casa/museo di Renoir: Les Collettes. Ristrutturata da un paio d’anni, la casa al momento non brilla per lo sfarzo degli arredi (è sostanzialmente vuota) ma conserva ancora lo studio dell’artista, diverse foto di famiglia, una piccola collezione di sculture e bozzetti e soprattutto alcuni quadri prestito del Musée d’Orsay di Parigi, tra cui Le Bagnanti. La vista dal balcone della sala da pranzo sul mare della Costa Azzurra è mozzafiato, e vale da sola il prezzo del biglietto.

Les Collettes, casa di Renoir
Les Collettes, casa di Renoir
Il giardino di Les Collettes come fonte di ispirazione
Il giardino di Les Collettes come fonte di ispirazione
Lo studio di Renoir in giardino
Lo studio di Renoir in giardino
Le Bagnanti e turista che dovrebbe portarsi una spazzola in borsa
Le Bagnanti e turista che dovrebbe portarsi una spazzola in borsa
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La sala da pranzo (che vorrei)
Atelier di Renoir
Atelier di Renoir

Secondo giorno: Antibes, Cap d’Antibes, Vence.

Antibes, che dire. Niente, semplicemente che io me ne sono innamorata. Che una concentrazione così equilibrata e senza sbavature di mare, arte, lusso, campagna, tradizioni popolari, verde ed architettura io raramente l’ho trovata altrove. Antibes riesce ad offrire contemporaneamente il più grande porto da yacht d’Europa (e ok, non che gli yacht siano la mia passione visto che vomito anche sul traghetto del Lago Maggiore, ma dieci minuti a sognare a occhi aperti non si negano a nessuno) e calette di mare trasparente da cartolina. Grandi musei internazionali che si affacciano su mercati popolari di prodotti della terra, stradine pittoresche e piazze ricoperte dai tavolini dei bar, mercatini delle pulci all’ombra dei platani e boutique di lusso per soddisfare i gusti del jet set internazionale. E nonostante i prezzi vertiginosi delle ville intorno alla città, nulla è ostentato, nulla è esagerato, tutto è semplicemente bello. Senza tanti giri di parole: il meglio della Costa Azzurra concentrato in pochi km quadrati.
Non perdetevi il Museo Picasso all’interno dello Château Grimaldi, che si affaccia da un lato sul mare e dall’altro sulla piazza della Cattedrale e sul mercato coperto, e – se siete appassionati di fumetti – il museo di Peynet (quello degli innamorati con improbabili capelli a caschetto) e del fumetto umoristico, in Place Nationale.

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Mercato delle pulci in Place Nationale
Mercato delle pulci in Place Nationale
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Mercato provenzale coperto
Museo Peynet
Museo Peynet

Lasciato il centro di Antibes in direzione Juan-Les-Pins, vi ritroverete a costeggiare un lunghissimo tratto di spiaggia libera prima di arrivare a Cap d’Antibes e iniziare a maledire il giorno in cui siete nati poveri. Il Cap è un promontorio che si immette nel mare spettacolare della Costa Azzurra e che divide Antibes da Juan-Les-Pins. Una penisola baciata da Dio e prontamente presa d’assalto dai più grandi miliardari d’Europa, che hanno costruito qui ville da favola senza – va riconosciuto – deturpare il paesaggio, che continua così a dare l’impressione di essere un piccolo paradiso elitario in cui è concesso anche a noi comuni mortali passeggiare, fermarsi, prendere il sole. Palme, ulivi, eucalipti, buganvillee in fiore fanno ombra a scogli che si tuffano in acque cristalline. Piccole baiette di sassi si alternano a spiagge sabbiose con pontili immacolati e ristorantini di pesce dove valletti in divisa bianca si premurano di parcheggiare macchine che costano quanto casa mia. In realtà, ed è questo il bello della Costa Azzurra, è possibile godersi qualche ora in stile Tenera è la notte, che F.S. Fitzgerald ambientò proprio a Cap d’Antibes all’Hotel du Cap-Eden Roc, anche per chi non è miliardario, dal momento che ristoranti – cari sì, ma abbordabili – che servono ottimo pesce appena pescato, si trovano sulla spiaggia de La Garoupe, sul lato orientale del Cap.

Antibes vista dal Cap
Antibes vista dal Cap

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Al pranzo in spiaggia nel primo pomeriggio fa da contraltare la cena in piazzetta alla sera: un must di ogni vacanza in Provenza. Nella parte medievale di Vence, racchiusa dalle mura che si estendono subito dopo la Place du Grand Jardin, si aprono diverse piccole piazze, ognuna con due o tre piccoli ristoranti tipici. Che scegliate la piazza de l’Hotel de la Ville, come abbiamo fatto noi, o una delle minuscole piazzette attorno, non mancheranno mai il verde dei platani, le file di lampadine a illuminare la piazza, l’accompagnamento musicale degli artisti di strada che sanno come creare l’atmosfera che il turista cerca (fisarmonica ed Edith Piaf come se non ci fosse un domani, ma va benissimo così), le bottiglie di rosè sui tavoli e la prima timida lavanda a profumare l’aria di inizio estate. Basta una sera così, per rendersi conto che una sola volta in Costa Azzurra non può essere abbastanza.

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Lettura consigliata: Tenera è la notte, F. S. Fitzgerald

Now playing: Louis Armstrong_La vie en rose

4 thoughts on “Costa Azzurra tra arte e mare. Itinerari per un week end.”

  1. Mi avete aiutato ad organizzare meglio il mio viaggio in Costa Azzurra con i vostri appassionati ed entusiastici consigli.Ho letto “Tenera è la notte da un anno e voglio proprio passeggiare tra i luoghi del libro di cui avevo fotocopiato alcune belle descrizioni.Grazie per la vostra disponibilità a condividere il bello della vita.

    1. Daniela ma che bello! Grazie a te di leggerci, e facci sapere al tuo ritorno come è andata… La Costa Azzurra è meravigliosa, siamo sicure che non resterai delusa.
      Un abbraccio!

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