Hit the road. Ovvero, di cosa spinge una persona sana di mente ad andare in vacanza nel Midwest.

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Estate 2015. (Sì, sono sempre sul pezzo nel totale rispetto dei tempi. Lo so…) Scena ripetuta forse venti volte.

-Ma dai, allora quest’anno vai in vacanza in America? Figata!
-Eh, già…
-Quindi New York? Bellissima, ci sono stata a Natale!
-Ehm… no, a New York non passiamo…
-Ah ok, Costa Ovest allora? Ottima scelta! La California, i Parchi, Las Vegas…
-No no, cioè in realtà ci siamo già stati, quest’anno and…
-Florida? Fighissima Miami!
-No, neanche… Andiamo in Iowa. E Missouri. Arkansas. Kentucky. Indiana. Sai l’America rurale, quella del Midwest, hai presente?
-[silenzio]
-[silenzio e imbarazzo]
-[silenzio, imbarazzo e disappunto]. Ah. [silenzio]. Scusa MA PERCHÉ ???

Ecco, appunto. Perché? Perché usare le tue due sudate settimane di ferie per andare in mezzo al nulla?

Per i campi di mais. Perchè I have this thing with pannocchie, come direbbero in America. A me i campi di granoturco rilassano. Mi calmano. Mi fanno sentire felice. File e file di piante di mais perfettamente allineate hanno su di me l’effetto ipnotizzante che hanno le onde del mare sulle persone normali. C’è chi quando è in crisi cerca il mare, e chi cerca le pannocchie. Io, appunto.

E l’idea di interi Stati in cui non ci sono altro che centinaia e centinaia di chilometri di campi di mais, praticamente mi dava (e continua a darmi) alla testa. Il granoturco mi chiamava.

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Ovviamente la scelta non è stata solo per quello, ma perché questa regione turisticamente bistrattata e ignorata degli Stati Uniti ci permetteva di soddisfare quelle che sono poi le nostri grandi passioni: i viaggi on the road, la musica (più lui che io) e i libri (più io che lui). Perché qui ogni tanto spuntano anche dei lui, ma sono sempre marginali eh, stiamo tutti molto calmi. Il nostro, dicevo, è stato un itinerario che si è snodato approssimativamente per 4000 km su 9 Stati, giù lungo il Mississippi River e poi a risalire verso Chicago, alla ricerca di un immaginario forse più popolare che culturale, fatto di quei miti che ci girano in pancia da sempre: la zattera di Huckleberry Finn sul Grande Fiume, il Sud, la Graceland di Elvis, Nashville, Martin Luther King, Elizabethtown, le immense fiere agricole e i ponti coperti di Madison County (sì, anche quelli)…

Vi parleremo poco per volta di questo di viaggio, lungo e densissimo di cose da fare e vedere (alla faccia del nulla che ci aspettavamo), e che ci ha aperto gli occhi su un’America meno da cartolina ma profondamente viva, e vera.
Tutta l’idea del blog è nata in fondo inizialmente da qui. Provate infatti a cercare qualcosa in italiano su questi Stati: zero, o poco più. E mi piace pensare che invece ci siano altri viaggiatori come noi che avrebbero voglia di partire per quel nulla, e il desiderio resta sempre quello che possano trovare in questi appunti di viaggio un po’ di stimoli per lasciare casa, e andare verso le pannocchie.

 

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